George Monbiot, The Guardian — ripreso da Internazionale n. 1663, 30 aprile 2026. English versionVersion française

Una catastrofe in arrivo di cui nessuno parla

Il 15 aprile 2026 alcuni scienziati hanno pubblicato uno studio sull'AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), il sistema di circolazione oceanica che distribuisce il calore dai tropici all'Atlantico settentrionale. La conclusione è allarmante: il sistema ha più probabilità di collassare che di non collassare. Il professor Stefan Rahmstorf stima la probabilità di un arresto a oltre il 50%, con un possibile punto critico già a metà di questo secolo.

Le conseguenze sarebbero catastrofiche per l'Europa settentrionale — temperature invernali fino a -48°C a Oslo, -30°C a Edimburgo, -19°C a Londra — e globali: collasso della foresta amazzonica, innalzamento del livello del mare sulla costa orientale degli Stati Uniti, rilascio massiccio di CO₂ dall'oceano Antartico. Un cambiamento irreversibile su qualsiasi scala umana, la cui velocità supererebbe la nostra capacità di adattamento.

Perché questa notizia non occupa le prime pagine? Monbiot individua una risposta strutturale: il modello economico di William Nordhaus — premiato con il Nobel — ha convinto i governi che un riscaldamento di 3,5-4°C sarebbe accettabile e che anche 6°C causerebbero solo un calo dell'8,5% del PIL. La scienza del clima descrive invece quegli scenari come la fine della civiltà. Questo modello, smontato da economisti come Stern e Stiglitz, è stato attivamente promosso dal settore dei combustibili fossili per giustificare l'inazione.

Il sistema AMOC si è già arrestato in passato per cause naturali — ma mai durante un'era di civilizzazione umana su larga scala. Monbiot conclude che una ristretta élite economica con il controllo sui media e sulla politica sta impedendo le risposte necessarie a una crisi esistenziale. La posta in gioco non potrebbe essere più alta.

Sintesi di un articolo di George Monbiot pubblicato su The Guardian, ripreso da Internazionale n. 1663, 30 aprile 2026. English versionVersion française